È arrivato il momento di rifare l’impianto elettrico? Ecco tutto quello che devi sapere

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Ma quando arriva il momento di rifare l’impianto elettrico? Quando, tempi e costi, agevolazioni fiscali, documenti e permessi, fasi e lavorazioni: qui ti spieghiamo tutto quello che devi sapere, passo dopo passo, per rifare l’impianto senza stress e con tutte le informazioni giuste.

Che cosa significa rifare l’impianto elettrico?

Rifare l’impianto elettrico vuol dire sostituire l’impianto esistente con uno nuovo, aggiornato, efficiente e sicuro.

L’elettricista sfila tutti i cavi, smonta prese e interruttori, e li sostituisce. Sostituisce anche il quadro elettrico con uno nuovo e aggiornato e, se necessario, aggiunge prese e punti luce. Può integrare anche la domotica per automatizzare tutto ciò che serve: luci, elettrodomestici, tapparelle e molto altro, permettendoci di tenere tutto sotto controllo anche da remoto, tramite lo smartphone ad esempio.

Per cominciare a farci un’idea di tempi, costi, e di tutte le lavorazioni che servono, dobbiamo però prima stabilire se rifare l’impianto elettrico rientra nella manutenzione ordinaria o straordinaria.

Rifare l’impianto elettrico: manutenzione ordinaria o straordinaria?

Rifare l’impianto elettrico è un intervento di manutenzione straordinaria, perché si trasforma tutto l’impianto dalle fondamenta. Non si ripara quindi ciò che c’è per mantenerlo in funzione, ma si trasforma radicalmente l’impianto elettrico in un sistema nuovo.

Per chiarire la differenza, ecco un confronto chiaro e semplice tra manutenzione ordinaria e straordinaria.

Manutenzione ordinaria

  • Cos’è: sono i lavori più semplici, come cambiare una presa che non funziona o sistemare un interruttore.
  • Obiettivo: mantenere in funzione in modo sicuro l’impianto esistente senza apportare modifiche strutturali.
  • Cosa serve: nessun permesso o documentazione in particolare.

Manutenzione straordinaria

  • Cos’è: sono interventi più grandi e invasivi, che modificano la struttura dell’impianto elettrico, come sostituire cavi o installare un nuovo quadro elettrico.
  • Obiettivo: migliorare la sicurezza e l’efficienza dell’impianto, e adeguarlo alle norme.
  • Cosa serve: potrebbero essere necessari permessi specifici.

 

Perché questa differenza conta? 

Perché i lavori di manutenzione straordinaria sono invasivi, richiedono permessi o autorizzazioni specifici, costano di più e hanno tempi più lunghi rispetto ai lavori di manutenzione ordinaria.

Ma come si capisce se l’impianto è da rifare? Ecco tutti i casi principali.

Quando l’impianto elettrico è da rifare?

A volte è l’impianto elettrico a mandarci dei segnali chiari, altre invece siamo noi a decidere. Ecco un elenco di tutte le situazioni in cui l’impianto è da rifare.

  • Quando è stato realizzato 25, 30 o 40 anni fa e oltre. 
  • Quando vogliamo ampliare o ristrutturare l’immobile. 
  • Quando si verificano malfunzionamenti continui e pericolosi. 
  • Quando l’impianto non è conforme alle norme stabilite dal CEI e dalla legge. 
  • Quando lo stato di conservazione dell’impianto è compromesso. 
  • Quando vogliamo portare l’impianto elettrico al massimo livello: quello domotico.
 

Quando è stato realizzato 25, 30 o 40 anni fa e oltre

Un impianto elettrico che ha più di 25, 30 o 40 anni è un rischio. Ecco i motivi.

⛔ Non rispetta le norme attuali: le norme di sicurezza cambiano nel tempo per proteggere il più possibile persone ed edifici. E un impianto installato decenni fa difficilmente rispetta gli standard attuali. Questo comporta rischi gravi, dai cortocircuiti agli incendi.

⛔ I materiali potrebbero non essere più in buone condizioni: con il passare degli anni, i componenti dell’impianto elettrico si deteriorano. Un esempio? Gli isolanti che ricoprono i cavi elettrici si possono sgretolare e i cavi, così danneggiati, possono surriscaldarsi fino a provocare un incendio. 

⛔ L’impianto potrebbe non avere protezioni moderne ed efficaci: gli impianti datati spesso non hanno dispositivi come il salvavita o le protezioni contro le sovratensioni, che proteggono sia le persone che gli apparecchi elettronici in caso di anomalie.

⛔ Potrebbe non reggere i consumi attuali: oggi usiamo più energia rispetto anche solo a qualche anno fa. Un impianto realizzato oltre 25 anni fa non può sostenere molti carichi come elettrodomestici, computer, condizionatori, caricabatterie, utilizzati contemporaneamente. Risultato? Frequenti interruzioni di corrente, surriscaldamenti e guasti agli apparecchi collegati.

⛔ Difficile, se non impossibile, ampliarlo: gli impianti datati non sono stati pensati per l’espansione. Installare un impianto domotico o un sistema fotovoltaico potrebbe essere difficile, se non impossibile.

⛔ Non è compatibile con le tecnologie moderne: computer, smart TV, elettrodomestici connessi hanno bisogno di un impianto stabile e sicuro per funzionare. Un sistema vecchio non riuscirebbe a gestirli in modo corretto.

Un impianto vecchio è scomodo e pericoloso. Rifarlo significa proteggersi e vivere più tranquilli.

 

Quando vogliamo ampliare o ristrutturare l’immobile

Se stiamo pensando di aggiungere una stanza o di ridistribuire gli spazi in casa spostando le pareti, avremo bisogno di modificare l’impianto elettrico, che dovrà essere su misura e seguire il nuovo assetto della casa.

Bisognerà prevedere ad esempio prese, punti luce e interruttori in base alla nuova disposizione che abbiamo deciso, per rendere i nuovi ambienti, e il resto della casa, comodi, funzionali e sicuri.

 

Quando si verificano malfunzionamenti continui e pericolosi

Se l’impianto elettrico comincia a non funzionare più come dovrebbe, bisogna correre subito ai ripari. Ecco quindi quali sono i segnali da non sottovalutare, soprattutto se si verificano di continuo.

  • Cali di tensione
  • Luci che sfarfallano
  • Il contatore salta di continuo
  • Puzza di bruciato o calore eccessivo dal quadro elettrico e dalle prese
  • Rumori da prese, interruttori o dal quadro elettrico
  • Scintille o piccole scosse 
  • Fusibili e differenziali che saltano spesso
  • Prese e interruttori che non funzionano

 

⚡ Cali di tensione

Si ha un calo di tensione quando la corrente non riesce a raggiungere il livello necessario per far funzionare i dispositivi, così ad esempio gli elettrodomestici si spengono, lavorano male o si rompono. Un calo di tensione prolungato poi può mandare in blocco l’intero impianto elettrico, lasciando la casa senza corrente.

🚨 Perché preoccuparsi?

I cali di tensione possono indicare che l’impianto elettrico è datato, difettoso o non supporta il carico di corrente che gli stiamo richiedendo. Ignorare il problema, soprattutto se si presenta di continuo può portare a queste conseguenze.

  • Danni agli elettrodomestici: non funzionano come dovrebbero, si spengono, si bruciano.
  • Disagi quotidiani: interruzioni improvvise di corrente, ad esempio.
  • Sicurezza compromessa: dal rischio di cortocircuito al surriscaldamento dei cavi, fino all’incendio.

 

 

💡 Le luci sfarfallano

Quando le luci sfarfallano, significa che l’intensità della luce cambia in modo rapido e irregolare.  Lampade e lampadine si spengono a intermittenza e sembrano pulsare. Questo fenomeno può coinvolgere una sola o più luci in casa.

🚨 Perché preoccuparsi?

Le luci che sfarfallano, oltre a essere fastidiose, possono nascondere problemi seri all’impianto elettrico, tipo questi.

  • Cavi danneggiati o collegati male: se i cavi sono danneggiati o collegati male, provocano sfarfallii perché non riescono a mantenere una connessione stabile. Ignorare il problema aumenta il rischio di cortocircuito e anche di incentio.
  • Sovraccarico dell’impianto: le luci sfarfallano perché l’impianto potrebbe non essere progettato per reggere il carico elettrico che stai usando. Rifare o aggiornare l’impianto elettrico potrebbe essere una soluzione per evitare il rischio di surriscaldamento.
  • Problemi al quadro elettrico: anche un quadro elettrico datato, o che non funziona come dovrebbe, può causare variazioni di tensione che si manifestano come sfarfallii, segno che il quadro dovrebbe essere sostituito o aggiornato.

 

 

⚠️ Il contatore salta di continuo

Quando il contatore “salta” di continuo, vuol dire che scatta il dispositivo di protezione, la corrente si interrompe, noi rimaniamo senza elettricità e dobbiamo riattivare il contatore manualmente.

🚨 Perché preoccuparsi?

Se il contatore scatta spesso, anche senza usare molti apparecchi insieme, significa che l’impianto elettrico non riesce più a gestire il carico di energia che gli stiamo chiedendo. Ecco i motivi principali per cui è un campanello d’allarme che potrebbe suggerire di rifare l’impianto elettrico.

  • Sovraccarico dell’impianto: se l’impianto non riesce più a gestire il numero di elettrodomestici e dispositivi collegati nello stesso momento, si rischia di sovraccaricarlo. Meglio aggiornarlo.
  • Cavi danneggiati: se il contatore salta di continuo, potrebbe anche essere colpa di uno o più cavi danneggiati. Possono essere proprio questi a causare cortocircuiti e a far saltare il contatore. Meglio sostituirli.
  • Quadro elettrico non adeguato: anche il quadro elettrico potrebbe essere responsabile, perché potrebbe non essere in grado di regolare in modo corretto il flusso di corrente.

 

 

🔥 Odore di bruciato o calore dal quadro elettrico e dalle prese

Sentire odore di bruciato provenire dal quadro elettrico o dalle prese, o sentirli molto caldi al tatto, significa che i cavi elettrici, o altri componenti interni, si stanno surriscaldando e il loro rivestimento isolante potrebbe essersi già parzialmente danneggiato. Succede soprattutto quando l’impianto elettrico è datato o quando i collegamenti sono stati fatti male.

🚨 Perché preoccuparsi?

Perché quando sentiamo puzza di bruciato, il calore sta già compromettendo i materiali. Ecco a cosa porta ignorare questo problema.

  • Cortocircuito e incendio: il calore può fondere i cavi, i fili così si toccano, causando cortocircuito con rischio di incendio.
  • Danni agli elettrodomestici: il surriscaldamento danneggia anche tutti gli elettrodomestici e i dispositivi collegati.

 

 

👂 Rumori da prese, interruttori o quadro elettrico

Se senti dei rumori insoliti come ronzii, crepitii o scoppietti provenire dalle prese, dagli interruttori o dal quadro elettrico, qualcosa non va, come una dispersione di corrente o un contatto elettrico difettoso.

🚨 Perché preoccuparsi?

Anche questi rumori sono sintomo di un impianto elettrico che non sta funzionando come dovrebbe. Ecco le conseguenze se proviamo a ignorarli, soprattutto se si verificano di continuo.

  • Cortocircuito: il crepitio può essere infatti causato da fili scoperti o da cavi danneggiati che si toccano, provocando cortocircuito con rischio di incendio.
  • Surriscaldamento: i ronzii indicano spesso che il carico elettrico è eccessivo o che ci sono dei contatti allentati. Questa situazione può provocare il surriscaldamento dei componenti e fonderli.
  • Guasti ai dispositivi e agli elettrodomestici: fili scoperti, cavi danneggiati, un carico elettrico eccessivo o collegamenti difettosi danneggiano i dispositivi e gli elettrodomestici che abbiamo in casa.

 

 

⚡ Scintille o piccole scosse 

Se vedi delle scintille mentre inserisci o togli una spina, o senti anche solo una piccola scossa toccando una presa, l’impianto elettrico sta disperdendo energia. Questo accade quando i contatti all’interno della presa non sono ben fissati o quando l’isolamento dei cavi si è danneggiato e deteriorato. In alcuni casi, il problema dipende anche da spine e prese usurate o mal collegate.

🚨 Perché preoccuparsi?

Vedere scintille o prendere la scossa, anche se piccola, potrebbero essere segnali di un problema più grave. Ecco perché non bisogna sottovalutarli.

  • Rischio di folgorazione: se ignoriamo il problema e lasciamo che continui, aumenta il rischio di scosse più forti e anche di rimanere folgorati.
  • Pericolo di incendio: le scintille indicano che si sta formando un arco elettrico all’interno della presa, che potrebbe innescare anche un incendio.
  • Guasti ai dispositivi e agli elettrodomestici: anche la dispersione di corrente può danneggiare i dispositivi e gli elettrodomestici che usiamo.

 

 

⚠️ Fusibili e differenziali saltano spesso

I fusibili e i differenziali sono dispositivi di sicurezza che interrompono l’elettricità quando rilevano sovraccarichi o dispersioni di corrente. Proteggono così persone e impianti da folgorazioni, cortocircuiti e incendi.

🚨 Perché preoccuparsi?

Quando i fusibili e i differenziali scattano spesso, anche senza un motivo, c’è un problema: cavi deteriorati, collegamenti difettosi o un carico elettrico che supera la capacità dell’impianto ad esempio. Ecco perché non bisogna limitarsi a riarmarli subito dopo sottovalutando la portata del problema ma fare attenzione.

  • Cortocircuito in agguato: se i fusibili e i differenziali scattano spesso, i cavi potrebbero essere danneggiati o i contatti difettosi. Aumenta così il rischio di cortocircuito e, nei casi più gravi, di incendio.
  • Sovraccarico dell’impianto: se l’impianto elettrico non è dimensionato come si deve per sostenere il fabbisogno energetico che gli stiamo richiedendo, andrà in sovraccarico, facendo così scattare di continuo i dispositivi di protezione.

 

 

🔌 Prese e interruttori non funzionano

Quando una presa o un interruttore smette di funzionare, potrebbe sembrare un problema isolato e di poco conto. Spesso però indica un malfunzionamento più serio all’interno dell’impianto elettrico. La causa più comune? Un collegamento interno allentato o danneggiato, ma anche cavi usurati o ossidati, un componente difettoso o un impianto troppo vecchio e non più adatto ai bisogni quotidiani.

🚨 Perché preoccuparsi?

Prese e interruttori che non funzionano sono un vero campanello d’allarme. Ecco perché non ignorare il problema.

  • Rischio di cortocircuito: se un collegamento non è fissato bene, può provocare scintille o surriscaldamenti che aumentano il rischio di cortocircuiti e di incendi.
  • Sovraccarico su altri punti dell’impianto: se una presa non funziona, il carico elettrico potrebbe concentrarsi su altre prese, stressando l’impianto e causando ulteriori guasti.

Questi segnali indicano che l’impianto elettrico non funziona come dovrebbe, ma non significa sempre rifare tutto l’impianto. A volte basta sostituire un componente o sistemare una parte specifica. 

Chiama un elettricista per capire la portata del problema e trovare la soluzione. Perché solo un professionista può valutare la situazione e garantire un intervento proporzionato.

 

Quando l’impianto non è conforme alle norme stabilite dal CEI e dalla legge

Se l’impianto elettrico è stato progettato senza rispettare le norme tecniche stabilite dal CEI, il Comitato Elettrotecnico Italiano, e le leggi in vigore sul territorio nazionale, bisogna rifarlo da zero

Un impianto che non rispetta le norme è fuori legge e pericoloso per le persone e l’edificio.

Lo stesso discorso vale anche quando le norme tecniche e le leggi cambiano nel corso degli anni: bisogna adeguare l’impianto per renderlo conforme, anche se era a norma nel momento in cui è stato installato

Infine, l’impianto elettrico deve essere progettato e installato da tecnici professionisti qualificati e abilitati per essere conforme alle norme. Gli interventi fai da te non hanno valore legale.

 

 

Quando lo stato di conservazione dell’impianto è compromesso

L’impianto elettrico va smantellato e rifatto tutto anche quando lo stato di conservazione è così compromesso che non basta più fare manutenzione ordinaria per rimetterlo in sesto.

Qualche esempio? Le infiltrazioni e i danni strutturali.

💧  Infiltrazioni d’acqua 

Quando l’acqua entra nei muri o nei pavimenti, raggiunge i cavi e le scatole di derivazione, causando cortocircuiti o interruzioni improvvise di energia. L’acqua, poi, può anche corrodere i conduttori e rendere inutilizzabili i componenti del quadro elettrico. Se il danno è diffuso, cambiare solo qualche cavo e sostituire i componenti non risolve il problema. Bisogna rifare tutto l’impianto.

⚒️  Danni strutturali 

Se il soffitto o le pareti cedono, i tubi che proteggono i cavi si schiacciano e i cavi all’interno si rompono. Le prese poi non restano più attaccate alle pareti e i collegamenti si staccano. Risultato? L’impianto elettrico non riesce più a trasportare la corrente in modo sicuro, e bisogna rifarlo.

 

Quando vogliamo portare l’impianto elettrico al massimo livello: quello domotico

Quando decidi di fare l’upgrade dell’impianto elettrico e di arrivare al livello più alto e avanzato stabilito dalla norma CEI 64-8, il livello 3 o domotico, allora devi rifarlo, perché serve una struttura completamente diversa rispetto a un impianto tradizionale

I livelli in cui la norma CEI 64-8 classifica gli impianti elettrici definiscono infatti il grado di comfort, sicurezza e innovazione tecnologica dell’impianto. Passare al livello 3 significa integrare la domotica e trasformare la casa in uno spazio intelligente e connesso. Significa che l’impianto gestisce tutta la casa in modo automatizzato, impensabile con impianti di livello inferiore.

E non è un semplice aggiornamento: serve proprio un nuovo cablaggio perché la casa diventi domotica. I dispositivi smart, come interruttori intelligenti, sensori di movimento e centraline, hanno bisogno di una rete apposita che li supporti. Questo significa installare cavi che trasmettono sia energia elettrica sia segnali di comunicazione, permettendo ai dispositivi di parlarsi e lavorare insieme. Senza questa infrastruttura, i dispositivi non possono lavorare. 

Ora che abbiamo analizzato tutte le situazioni in cui è necessario rifare l’impianto elettrico, parliamo di tempi e di costi.

Quanto tempo ci vuole per rifare un impianto elettrico? E quanto costa? Nel prossimo paragrafo troverai risposte precise e consigli utili per pianificare l’intervento senza sorprese.

Tempi e costi

Ma quanto tempo ci vuole e quali spese bisogna affrontare quando si rifà l’impianto elettrico?

Tempi e costi dipendono almeno da 3 variabili.

  • Il tipo di intervento da fare.
  • Le dimensioni e la struttura dell’edificio.
  • Il coinvolgimento di più professionisti, oltre agli elettricisti.

 

Il tipo di intervento da fare

I tempi e i costi per rifare un impianto elettrico cambiano, e di molto, in base al tipo di intervento necessario. Ecco cosa significa.

👉🏻  Devi rifare tutto l’impianto o solo una parte?

Se devi rifare solo una parte dell’impianto, i tempi saranno più brevi e i costi più contenuti rispetto al rifacimento completo.

  • Rifacimento parziale: richiede meno materiali e manodopera, ma bisogna assicurarsi che la parte nuova sia compatibile con quella esistente. Prima di iniziare, l’elettricista deve verificare che le linee esistenti siano sicure e compatibili con le nuove. E può includere anche la sostituzione di dispositivi di protezione, come interruttori differenziali o salvavita.
  • Rifacimento completo: richiede più tempo, perché si interviene su tutto, dai cavi al quadro elettrico. Trasformando l’impianto elettrico dalle fondamenta, i costi aumentano per materiali, manodopera e possibili interventi su muri e pavimenti.
 

👉🏻  L’impianto è da rifare sottotraccia o a vista?

Quando si rifà l’impianto elettrico, ci sono due opzioni: sottotraccia o a vista. Scelta che non incide solo su tempi e costi, ma anche sul risultato estetico finale.

  • Impianto sottotraccia: i cavi si posano all’interno delle pareti o dei pavimenti, e sono invisibili a lavoro finito. Un risultato ordinato ed elegante, che però richiede demolizioni, interventi di muratura e pittura.
  • Impianto a vista: i cavi si posano dentro canaline fissate alle pareti. Un’opzione più veloce ed economica, che evita lavori di muratura, ma i cavi rimangono in vista, e il risultato estetico può essere meno gradevole. Si sceglie spesso in edifici storici dove non si possono aprire tracce nei muri per preservare la struttura.
 

👉🏻  A quale livello vuoi portare il tuo impianto elettrico?

Vuoi un impianto elettrico che abbia solo degli elementi essenziali per funzionare in modo corretto e in sicurezza, come nel caso del livello 1, o vuoi fare un upgrade, quindi salire di livello, e portare l’impianto elettrico al livello 3, quello domotico? 

  • Per un impianto elettrico di livello 1, i lavori si concentrano sulle funzioni di base: si posano i cavi necessari, si installano le prese e gli interruttori essenziali, e si monta un quadro elettrico con salvavita e protezioni di base.
  • Con un impianto elettrico di livello 2, i lavori aumentano e sono più articolati. Si aggiungono funzioni che migliorano sicurezza e comfort, come il sistema di controllo dei carichi, il videocitofono o il sistema antintrusione. Il livello 2 richiede più cablaggi, più dispositivi e tempi più lunghi rispetto al livello 1.
  • Per un impianto elettrico di livello 3, si progetta e si installa un sistema intelligente fatto di centraline, dispositivi smart e sensori per automatizzare l’illuminazione, il riscaldamento, la sicurezza e tutte le funzioni che vogliamo per semplificarci la vita quotidiana. Inoltre si devono configurare software specifici per controllare il sistema.

 

Passare da un livello all’altro significa quindi affrontare lavorazioni sempre più complesse, che richiedono tempi e costi maggiori.

 

Le dimensioni e la struttura dell’edificio

Quando rifai l’impianto elettrico, le dimensioni della casa e la sua struttura incidono sui tempi, sui materiali e sulle ore di manodopera necessari, e quindi anche sui costi. 

Per spiegarci meglio, confrontiamo un appartamento medio di circa 70 metri quadri e una villa di circa 200 metri quadri.

 

🏘️  Appartamento di 70 metri quadri

In un appartamento di queste dimensioni, ecco dove si concentrano i lavori principali.

  • Di solito basta un solo quadro elettrico per gestire tutta l’abitazione. 
  • I cavi attraversano spazi ridotti tra le stanze e tra il quadro elettrico e i punti luce. I tecnici impiegheranno quindi meno tempo e meno materiali rispetto ad abitazioni di dimensioni più grandi.
  • I tecnici installano punti luce e prese essenziali, in modo mirato e funzionale: in soggiorno, in cucina, nel bagno e in camera da letto per coprire tutte le necessità quotidiane.

 

Le dimensioni ridotte dell’appartamento permettono ai tecnici di lavorare con facilità. Gli spazi sono accessibili e non richiedono interventi complessi, come creare canalizzazioni verticali per collegare diversi piani.

 

🏡  Villa di 200 metri quadri

In una villa i lavori richiedono più tempo: dimensioni più grandi e spazi più articolati richiedono interventi più lunghi e complessi rispetto a un appartamento. Ecco perché.

  • Una villa spesso ha più piani o aree da gestire. Ogni piano o zona ha un quadro elettrico apposito e separato, collegato al quadro generale per distribuire meglio l’energia e intervenire su una singola parte dell’impianto in caso di guasto, senza coinvolgere l’intera abitazione. 
  • I cavi coprono distanze maggiori rispetto a quelle di un appartamento. Spesso poi le ville sono su più livelli, quindi i tecnici devono creare canalizzazioni che colleghino ogni piano, adattando i passaggi per rispettare le caratteristiche dell’abitazione e garantire un collegamento sicuro tra i diversi ambienti.
  • Le stanze, più grandi e numerose rispetto a un appartamento, hanno bisogno di più punti luce e prese per coprire i bisogni quotidiani. In una villa possiamo infatti trovare, oltre agli ambienti standard, spazi aggiuntivi come cantine, mansarde o locali tecnici, che hanno bisogno di prese e punti luce specifici.

 

Dobbiamo fare però una precisazione: il confronto si basa su un impianto elettrico tradizionale e non include domotica

Includendo le funzioni avanzate della domotica, i lavori saranno ancora più complessi e articolati, e richiederanno quindi più tempo, materiali e manodopera.

 

Il coinvolgimento di più professionisti, oltre agli elettricisti

Quando si rifà l’impianto elettrico, ci sono più professionisti che lavorano insieme. Gli elettricisti infatti non agiscono da soli, anche i muratori e i pittori partecipano ai lavori.

  • I muratori aprono pareti e pavimenti per il passaggio di nuovi tubi corrugati e cavi. Terminati i lavori, chiudono le tracce. 
  • I pittori intonacano e ridipingono le superfici, per un risultato uniforme e curato.

 

Ogni professionista coinvolto influisce sui tempi e sui costi. Bisogna quindi mettere in conto anche ritardi, sovrapposizioni e imprevisti, che possono allungare i tempi e far lievitare le spese.

E, a proposito di budget, anche quest’anno si può usufruire di specifiche agevolazioni fiscali per contenere l’investimento: ecco quali.

Agevolazioni fiscali 

Il Comitato Elettrotecnico Italiano ci ricorda che nel 2025 chi rifà l’impianto elettrico di casa può ottenere una detrazione IRPEF del 50% sulle spese, fino a un massimo di 48.000 euro di agevolazione.

Attenzione però: la detrazione del 50% è valida solo per la prima casa. Per le altre abitazioni, come la seconda casa, la detrazione è del 36%

Si applica fino al 31 dicembre 2025.

Ora che abbiamo visto le agevolazioni di cui abbiamo diritto, c’è un altro punto da chiarire: quali documenti e permessi servono quando si rifà l’impianto elettrico? Ecco le risposte.

Documenti e permessi necessari 

Quando si decide di rifare l’impianto elettrico, servono alcuni documenti prima di cominciare e al termine dei lavori.

🔎  Prima di cominciare i lavori

Prima di cominciare, bisogna capire se i lavori devono partire con o senza permessi. Vediamo quando sono necessari.

  • Serve la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), per lavori significativi sull’impianto, come il rifacimento completo. Il tecnico abilitato (ingegnere, architetto o geometra) redige la CILA e la trasmette al Comune, insieme al progetto e alla relazione che attesta la conformità dell’intervento alle norme in vigore. Consegnata la CILA, i lavori possono cominciare.

 

  • Se si aggiungono solo nuovi punti luce o si sostituisce qualche apparecchio elettrico, quindi lavori minori che non comportano modifiche strutturali, si procede in edilizia libera, senza permessi o autorizzazioni. 
 

🔎  Al termine dei lavori

Al termine dei lavori, la ditta che ha rifatto l’impianto elettrico deve sempre rilasciare la Dichiarazione di Conformità.

La Dichiarazione di Conformità certifica che l’impianto è conforme alle leggi nazionali, alle norme UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione), alle norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e agli standard di altri enti di normalizzazione dei Paesi membri dell’Unione Europea

La Dichiarazione di Conformità attesta anche che l’impresa installatrice:

  1. Ha seguito le indicazioni del progetto, laddove previsto.
  2. Ha utilizzato materiali idonei, certificati, conformi alle norme in vigore e adatti al tipo di installazione.
  3. Ha verificato la sicurezza di ogni parte dell’impianto, eseguendo prove e collaudi previsti dalle norme.
  4. Ha garantito che il sistema funziona in modo corretto, cioè risponde alle esigenze per cui è stato progettato, con prestazioni ottimali senza interruzioni o problemi.

 

La Dichiarazione di Conformità tutela quindi sia il proprietario dell’immobile sia chi utilizza gli spazi, perché garantisce che l’impianto elettrico è ora sicuro e affidabile.

Con i permessi e la documentazione in ordine, adesso è arrivato il momento di concentrarsi sulle fasi operative e sulle lavorazioni necessarie per rifare l’impianto elettrico. Vediamole tutte.

Le fasi e le lavorazioni che si eseguono quando si rifà l’impianto elettrico

Dalla scelta dei tecnici giusto fino alla consegna dell’impianto, operativo e certificato, ecco tutte le fasi e le lavorazioni da eseguire.

  1. Scegliere i tecnici giusti.
  2. Fare valutare l’impianto elettrico esistente.
  3. Progettare il nuovo impianto elettrico.
  4. Demolire il vecchio impianto elettrico.
  5. Realizzare il nuovo impianto elettrico.
  6. Collaudare l’impianto.
  7. Chiudere le tracce e completare le rifiniture.
  8. Rilasciare la Dichiarazione di Conformità.
 

👷  Scegliere i tecnici giusti

Prima di tutto, bisogna scegliere a chi affidare il lavoro. 

Solo un tecnico o un’azienda certificati garantiscono un lavoro sicuro e a norma. La legge infatti impone che gli impianti elettrici siano realizzati e certificati da tecnici abilitati. (Inserire come link esterno il rimando alla legge)

Se l’impianto elettrico non viene certificato come dovrebbe, cosa succede?

  • Si rischiano pesantissime sanzioni amministrative.
  • In caso di incidenti, le assicurazioni non risarciscono i danni. 
  • Si possono avere difficoltà a vendere l’immobile, perché la Dichiarazione di Conformità è obbligatoria in sede di vendita. 

 

Un lavoro non a norma può compromettere tutto. Ma come si verificano le competenze di un tecnico o di un’azienda?

  • Controlla che siano iscritti alla Camera di Commercio e abilitati secondo il DM 37/2008. Puoi richiedere la visura camerale o verificarla online. 
  • Non fermarti a questo: chiedi referenze o esempi di lavori simili svolti in passato. 

 

Valuta anche la loro capacità di spiegarti il progetto con chiarezza. Un vero professionista sa farsi capire anche da chi non è esperto.


Scegli inoltre qualcuno che ascolti le tue richieste e proponga soluzioni su misura. Un tecnico capace sa trovare il giusto equilibrio tra le tue necessità, il budget che hai a disposizione e le normative.

 

🔎  Fare valutare l’impianto elettrico esistente

Fare valutare l’impianto elettrico esistente da un elettricista qualificato ed esperto è il passo successivo. 

Il tecnico esaminerà ogni componente dell’impianto, come cavi, prese, interruttori e quadro elettrico. Controllerà lo stato di usura, verificherà se tutto funziona e rispetta le norme.

Conclusa l’analisi, il tecnico stabilisce quali sono i lavori che non si possono proprio rimandare, e se l’impianto è da rifare tutto o solo in parte.

Perché questa valutazione tecnica è indispensabile? Per evitare errori e interventi inutili.

 

📐  Progettare il nuovo impianto elettrico

Se il tecnico ha proposto di rifare l’impianto elettrico, si parte con la progettazione.

  • Lo schema elettrico: per guidare i lavori.
  • Il computo metrico: per pianificare i costi.
  • Verifica e approvazione

 

📋  Lo schema elettrico: per guidare i lavori

Il primo passo è creare uno schema dettagliato che indichi con precisione la posizione di prese, interruttori, punti luce, quadri elettrici e percorsi dei cavi. 

Lo schema viene redatto da un progettista qualificato o da un ingegnere, che lavora a stretto contatto con chi ha commissionato i lavori per comprendere le necessità specifiche degli spazi.

Lo schema guida i lavori dall’inizio alla fine e garantisce che l’impianto rispetti norme di sicurezza e standard qualitativi. 

 

📊  Il computo metrico: per pianificare i costi

Oltre allo schema elettrico, serve anche il computo metrico, documento che quantifica i costi dei materiali necessari, indicando anche le specifiche tecniche, e delle ore di manodopera.

 

✅  Verifica e approvazione 

Prima di avviare i lavori, tutto deve essere verificato e approvato da chi ha commissionato i lavori. 

Durante il confronto tra professionista e committente, si possono chiarire dubbi, apportare modifiche e definire i dettagli finali.

 

⚒️  Demolire il vecchio impianto elettrico

Dopo la progettazione, si parte con la fase operativa: si demolisce l’impianto elettrico esistente, pezzo dopo pezzo.

Ecco cosa si elimina e perché.

  • Cavi elettrici: si eliminano perché potrebbero essere danneggiati o non rispettare più le norme attuali. Si rimuovono tutti, anche se sembrano ancora funzionanti.
  • Prese, interruttori e placche: si smontano tutte le prese e gli interruttori dalle pareti insieme alle loro placche, perché potrebbero non supportare le esigenze del nuovo impianto.
  • Tubi o canaline: via anche i tubi che ospitano i cavi per fare spazio a materiali nuovi e garantire un risultato migliore.
  • Quadro elettrico: si smonta anche il quadro elettrico. Via quindi la struttura e tutto quello che c’è all’interno: salvavita, interruttori e collegamenti.
 

🛠️  Realizzare il nuovo impianto elettrico

Terminata la demolizione, si realizza il nuovo impianto elettrico.

  • I tecnici tracciano i percorsi di tubi e cavi elettrici, aprendo tracce nei muri, nei pavimenti e nei soffitti, secondo il progetto. Calcolano con precisione millimetrica profondità e larghezza delle tracce, senza interferire con altre strutture o impianti preesistenti.

 

  • Completate le tracce, i tecnici posano e fissano i tubi, che contengono e proteggono i cavi elettrici. I tubi isolano i cavi, in modo che non si deteriorino per l’umidità, e li proteggono dagli urti. Verificano anche le curve dei tubi per evitare piegature che potrebbero ostacolare il passaggio dei cavi. 

 

  • Si installano le cassette di derivazione e le scatole portafrutti nei punti stabiliti. Le cassette di derivazione sono i nodi cruciali dell’impianto, perché lì si collegano i cavi dei diversi circuiti. Grazie alle cassette, si possono fare riparazioni o modifiche senza intervenire direttamente sulle tracce o sui tubi. Le scatole portafrutti, invece, contengono i dispositivi di comando e le prese. Durante questa fase, si verifica anche che tutte le connessioni siano salde e che i dispositivi siano compatibili con le specifiche dell’impianto.

 

  • Si installa il nuovo quadro elettrico, il centro di controllo dell’impianto, che distribuisce l’energia, monitora e protegge l’intero sistema. Ogni quadro viene scelto e configurato per rispondere alle specifiche esigenze della struttura, e include dispositivi di protezione come interruttori magnetotermici, differenziali e scaricatori di sovratensione. 
 

🔌  Collaudare l’impianto

Gli elettricisti eseguono verifiche e test accurati per assicurarsi che il nuovo impianto funzioni correttamente. Ecco cosa fanno e perché.

  • Controllo della continuità dei conduttori.
  • Misura della resistenza di isolamento.
  • Test degli interruttori differenziali.
  • Verifica dell’impianto di terra.
  • Funzionamento dei dispositivi collegati.
  • Simulazione del carico reale.
 

✅  Controllo della continuità dei conduttori

  • Cosa si fa? Si verifica che i fili elettrici siano collegati senza interruzioni, dal punto di partenza, ad esempio il quadro elettrico, fino alla fine del circuito, come una presa o un interruttore.
  • Strumento utilizzato: Tester di continuità, un apparecchio che emette un segnale acustico o luminoso se i fili sono collegati correttamente.
  • Perché è importante? Se un filo è interrotto in un punto, la corrente non riesce a fluire e l’impianto non funziona.
 

✅  Misura della resistenza di isolamento

  • Cosa si fa? Si controlla che i cavi siano isolati, cioè che la corrente elettrica non “scappi” verso l’esterno.
  • Strumento utilizzato: Megaohmmetro, che misura l’isolamento dei cavi in ohm, unità di misura della resistenza elettrica.
  • Perché è importante? Se i cavi non sono isolati correttamente, la corrente può disperdersi e causare cortocircuiti o incendi.
 

✅  Test degli interruttori differenziali

  • Cosa si fa? Si simulano situazioni di pericolo, come una perdita di corrente verso terra, e poi si verifica che gli interruttori differenziali scattino e interrompano subito il flusso di corrente.
  • Strumento utilizzato: tester differenziale, che simula dispersioni di corrente in modo controllato e sicuro.
  • Perché è importante? Questo test garantisce che, in caso di pericolo, l’impianto si blocchi subito per evitare danni a persone, cose e all’impianto stesso.
 

✅  Verifica dell’impianto di terra

  • Cosa si fa? Si misura la capacità dell’impianto di terra di disperdere le correnti di guasto nel terreno. 
  • Cos’è l’impianto di terra e dove si trova? L’impianto di terra è un sistema di sicurezza composto da cavi e collegamenti specifici che terminano in picchetti metallici conficcati nel terreno all’esterno dell’edificio, vicino alle fondamenta, dove la corrente può disperdersi.
  • Strumento utilizzato: misuratore di terra, uno strumento che verifica l’efficacia del collegamento tra l’impianto e il terreno.
  • Perché è importante? Questo controllo assicura che le dispersioni di corrente si dirigano in modo sicuro verso il suolo, evitando che diventino un pericolo per le persone e l’impianto.
 

✅  Funzionamento dei dispositivi collegati

  • Cosa si fa? Si prova ogni dispositivo dell’impianto, come luci, prese e interruttori, per controllare che funzionino correttamente.
  • Come si fa? I tecnici accendono e spengono luci, inseriscono le spine nelle prese e verificano che tutto risponda ai comandi.
  • Perché è importante? Anche il più piccolo errore di installazione potrebbe causare problemi in futuro.
 

✅  Simulazione del carico reale

  • Cosa si fa? Si accendono contemporaneamente più dispositivi per vedere se l’impianto riesce a gestire il carico massimo previsto.
  • Cos’è il carico? È la quantità di energia consumata dagli apparecchi collegati all’impianto.
  • Perché è importante? Se l’impianto non regge il carico, si possono verificare surriscaldamenti, cortocircuiti o interruzioni di corrente.
 

🔨  Chiudere le tracce e completare le finiture

Quando gli elettricisti finiscono di posare i cavi, chiudono le tracce con materiali come malta o intonaco per coprire i canali e proteggere l’impianto.

I muratori poi riportano muri e pavimenti allo stato originario, riparano le piastrelle danneggiate e posano nuovi rivestimenti, se necessario.

Gli imbianchini infine si occupano della pittura, uniformando le pareti o applicando nuovi colori. 

Ogni professionista collabora per garantire un risultato ordinato e in linea con le aspettative del cliente, per consegnare spazi non solo sicuri, ma anche curati.

 

🧾  Rilasciare la Dichiarazione di Conformità

Dopo il collaudo, la ditta installatrice rilascia la Dichiarazione di Conformità. 

La Dichiarazione di Conformità, però, non serve solo a dimostrare che l’impianto funziona, è sicuro ed è a norma. Questo documento è indispensabile anche per altri motivi.

  • Per attivare un nuovo contratto di fornitura elettrica.
  • Quando si deve vendere o affittare un immobile.
  • In caso di controlli o guasti all’impianto elettrico. 

 

Senza la Dichiarazione di Conformità, si rischiano multe, problemi legali e le assicurazioni possono rifiutare eventuali richieste di risarcimento.

Con il rilascio della Dichiarazione di Conformità, si chiude ufficialmente anche l’ultimo passaggio per il rifacimento dell’impianto elettrico.

Ora che hai tutto quello che ti serve per agire, se vuoi trasformare questa guida in un piano concreto per la tua casa, siamo pronti ad ascoltarti.

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